Come Differenziarti Come Coach e come freelance (Quando Tutte Sembrano Dire le Stesse Cose 😬)

Milano ha salutato la sua regina, Ornella Vanoni (sono andata a salutarla al Piccolo Teatro anche sotto la pioggia). Pertanto la playlist di oggi è dedicata a lei:

Simpatica Intro

Se sei una coach o una freelance che vende servizi e consulenze, ti sarai ritrovata a sentire cose come “il personal brand è tutto”! Sembra essere diventato la soluzione a tutto.

Magari hai provato a seguire le regole del gioco: profilo Instagram curato che così ti posizioni (bastasse!), Reel che seguono i trend, caroselli educativi che sembrano usciti tutti dallo stesso template.

Oppure forse ti sei ritrovata a scrivere post che suonano esattamente come quelli delle tue competitor, con la paura costante di dire qualcosa di “troppo” diverso.

E intanto?

Intanto senti che il tuo vero pensiero, il tuo approccio unico, resta nascosto dietro al mainstream.

Perché fa meno paura. Perché “si fa così”. Perché hai visto che funziona per altri, senza preoccuparti di capire se funziona per te.

Da buona anarchica, ti posso onestamente dire che io ho perso follower nel momento in cui ho smesso di essere la Chiara diretta e sfacciata che ero all’inizio. Ho ricominciato. E ho adottato la tecnica dell’ANTI PERSONAL BRAND! Ho detto basta al personal brand. Quanto è liberatorio 🆓!

Come racconta Marzia Stassolla (in arte @bymarthia), voce romana che rema controcorrente: “ho scritto un post urlato e ho perso follower. Ero contenta!”.

Ecco, quella è la mia idea di thought leader: non aver paura di avere una voce, e quindi a monte un pensiero, così forte e maturo che delle conseguenze ti preoccupi un’altra volta.

cosa vedremo in questo (lungo) articolo:

Qual è il vero obiettivo: il tuo punto di vista è il tuo asset più prezioso 💎

Una cosa che sospettavo da tempo ma solo ora esplicito: il tuo punto di vista unico sul tuo settore non è un optional.

È l’unica cosa che ti farà scegliere prima ancora che una potenziale cliente si metta a fare ricerca comparativa tra te e altre dieci professioniste.

Perché questo obiettivo conta davvero

Perché la concorrenza è diventata tanta. E non tutta qualificata.

Distinguerti con delle prese di posizione, o angoli, controversi o fuori dal coro (anche se è un’espressione che non mi piace molto, sembra finta. Ma ci siamo capite), può aiutare molte professioniste a riconoscersi in quello che tu offri e spieghi.

A patto che si rispetti “il patto di onestà intellettuale”. Il tuo pensiero fuori dagli schemi non deve essere una posa da “bastian contrario”, ma il tuo vero pensiero. Le pose si smascherano subito, vai serena! 👺

Come dicevo, non si tratta più solo di autorevolezza generica. Si tratta di thought leadership: avere un punto di vista in cui le persone si riconoscono, oppure un punto di vista diverso che può aiutare anche altri che non si sentono omologati, a emergere.

Cosa cambierà quando raggiungerai questo obiettivo ✨

Quando raggiungerai questo obiettivo, ecco cosa cambierà concretamente:

1. Le call conoscitive si chiuderanno con dei “sì” con maggiore facilità.

Perché chi arriva alla call ha già fatto ricerca su di te, ha letto cosa pensi, come lavori.

Non sei più “una che fa coaching”, sei “quella che ha scritto quell’articolo su X e finalmente ho capito che è diverso”.

Io ho appena venduto un affiancamento senza fare neanche la call! Questa persona mi seguiva da tanto, leggeva religiosamente tutte le mie newsletter che quando le ho scritto la proposta, ha accettato! Ecco il potere della thought leadership 🙅‍♀️.

2. Venderai in modo più sostenibile.

Se passi la vita a promuoverti sui social, quando lavori?

Se invece fai selezione grazie ai tuoi contenuti lunghi (blog, articoli pillar, video approfonditi), lavori in modo più snello. Meno tempo a convincere, più tempo a fare.

3. Non nasconderai più il tuo pensiero e approccio dietro al mainstream.

Quella voce interna che ti dice “ma forse è meglio non dirlo, sembro troppo fuori” si zittisce.

Perché hai scelto di piantare la tua bandiera e dire: “Io lavoro così. Chi è d’accordo, benvenuta. Chi no, esistono altre professioniste.”


Ti mostrerò esattamente come far emergere il tuo punto di vista unico in modo strategico, senza trasformarti in una macchina da contenuti o in un’outsider incompresa.

Vedremo i 3 passaggi strategici che ti permettono di differenziarti davvero (non solo a parole), risponderò alle domande che probabilmente ti stai facendo (“E se poi perdo clienti?” “E se cambio idea?”), e ti darò azioni concrete da fare in 3 minuti alla fine di ogni sezione.

Scopriamo insieme come funziona. 🏃‍♂️

Strategia #1: Non Avere Paura di Esprimere la Tua Opinione Anche se Controcorrente 🎯 (purché sincera)

Se tutti nel tuo settore dicono la stessa cosa, e tu non sei totalmente d’accordo, hai un tuo pensiero preciso e magari molto diverso, dillo, manifestalo ma sempre rispettando “Il patto di onestà intellettuale”.

Anche se fa paura. Non farà di te un outsider, farà di te una persona che si differenzia.

E nel 2025, differenziarsi è l’unico modo per essere ricordate.

Perché funziona

Quando esprimi un’opinione controcorrente (ma onesta), succedono tre cose:

1. Filtri immediatamente chi non è in linea con il tuo approccio.

E questo è un bene.

Vuoi davvero lavorare con persone che non condividono la tua visione? No.

Vuoi clienti che ti scelgono perché pensano come te, o perché il tuo approccio diverso è esattamente quello che cercavano.

2. Diventi memorabile.

In un mare di “10 consigli per fare X” tutti uguali, l’articolo che dice “Ecco perché quei 10 consigli non funzionano (e cosa fare invece)” viene ricordato. E condiviso. E salvato.

3. Attiri alleati, non solo clienti.

Quando prendi posizione, attiri anche altre professioniste che la pensano come te. Questo porta a collaborazioni, referral, opportunità inaspettate.

Perché lo preferisco

Perché è sostenibile. Non devi fingere. Non devi costruire una facciata che poi dovrai mantenere per anni.

Dici quello che pensi davvero, attrai chi risuona con quello, lavori meglio perché lavori con persone in linea con te.

E sì, qualcuno se ne andrà. Ma chi resta? Quelli giusti. Che pagano, che non rompono e che ti mandano altri come loro.

Come applico questa strategia in Atelier Blog

Quando lavoriamo insieme (all’interno di Atelier Blog), ti guido nel brainstorming sui 9 pillar: quelle 9 aree tematiche su cui costruire i tuoi contenuti long-form.

Non pillar generici presi da internet, ma quelli che nascono dall’incrocio tra la tua offerta e il tuo thought leadership.

Ti aiuto a trasformare quei pillar in articoli concreti che lavorano per te: contenuti che attirano le persone giuste, che si/ti posizionano organicamente, che puoi riproporre su Pinterest, o dove vuoi tu, che diventano la base di tutta la tua comunicazione.

Senza ossessione da keyword o formule preconfezionate.

Solo il tuo punto di vista, messo nero su bianco in modo strategico.

Prova concreta: lo studio sul thought leadership B2B 📊

Secondo una ricerca di Edelman e LinkedIn del 2021, il 65% dei decision maker B2B ha dichiarato che il thought leadership ha migliorato in modo significativo la loro percezione di un’azienda o di un professionista.

E il 47% ha affermato di aver assegnato un progetto proprio grazie a contenuti di thought leadership che avevano letto.

Tradotto: dire la tua conta. Non è fuffa. È strategia.

differenziarsi come coach

Errori da evitare ⚠️

Errore #1: Essere controcorrente solo per fare rumore.

Se non ci credi davvero, si vede. E peggio: se cambi idea ogni due mesi, perdi credibilità.

Errore #2: Pensare che “controcorrente” significhi “aggressivo”.

Puoi avere un’opinione forte senza attaccare nessuno. Si chiama assertività, non arroganza.

Errore #3: Avere paura di perdere clienti.

La verità? Se perdi clienti perché dici cosa pensi davvero, non erano i tuoi clienti ideali. Hai solo risparmiato tempo (e mal di testa).

Micro-azione (3 minuti) ✍️

Apri un documento. Scrivi una frase che inizi con:

“La maggior parte dei professionisti nel mio settore pensa che [X], ma io credo che [Y] perché…”

Non serve che sia perfetta. Serve che sia onesta.

Questa sarà la base del tuo prossimo articolo pillar.

Se vuoi davvero emergere, il prossimo passo è smettere di autocensurarti. Scrivi quella frase. Ora.

Strategia #2: Non Lasciarti Bloccare da “Personal Brand” o “SEO Forzata” – Vai Libera 🚀

Alzi la mano chi ha mai cancellato un paragrafo di un articolo perché “non era abbastanza SEO-friendly”. Oppure si è censurato su Instagram perchè non era truccata, non era vestita da “stories”, non aveva una bella luce. O chi ha evitato di dire qualcosa di importante perché “non era on brand“. Ecco, questo è il problema. Il personal brand e la SEO sono strumenti, non padroni. Se diventano gabbie, smettono di funzionare per te, ma sei tu che lavori per loro. W L’ANTI PERSONAL BRAND! 🙋‍♀️

Perché funziona

Quando scrivi in modo libero, autentico, senza preoccuparti ossessivamente delle keyword o del “cosa penseranno”, succede una cosa magica: le persone ti leggono davvero. Non scrollano, non chiudono dopo 10 secondi.

Leggono fino alla fine perché sentono che c’è una persona dall’altra parte, non un robot addestrato su “come scrivere per il web”.

E indovina? Google se ne accorge: il tempo di permanenza sulla pagina aumenta. Il bounce rate diminuisce.

E queste sono tutte metriche che piacciono a Google molto più di una keyword density perfetta al 2,5%.

Perché lo preferisco

Perché è l’unico modo per creare contenuti che durano.

Un articolo scritto con un punto di vista forte e un tono autentico continua a portare visite (e clienti) anche dopo 2 anni. Lo fanno anche gli altri articoli ma non necessariamente portano persone che ti assomigliano.

Un articolo scritto solo per posizionarsi con la SEO o con gli intenti di ricerca è transitorio per sua stessa natura. È nella parola: intento di ricerca ADESSO. E domani? Rischia di essere obsoleto tra 6 mesi.

E poi, diciamocelo: scrivere “SEO-friendly” ma senza anima è una tortura, ammazza la creatività! Non pensi più a cosa scrivere, pensi a cosa piace a Google. No, thank you!

E si percepisce. Dai credito ai tuoi lettori (o ascoltatori): sentono quando stai recitando una parte.

Come ti aiuto in Atelier Blog

Nel mio approccio, non esistono regole su “come devi scrivere”.

Niente formule preconfezionate, niente “tono professionale” imposto, niente ossessione da keyword.

Ti guido a trovare il tuo thought leadership e a metterlo nero su bianco senza autocensura.

Gli articoli che costruiamo insieme devono parlare come te, non come un manuale. Non è “caro diario”. Devono avere mordente, personalità, opinioni.

Perché la libertà espressiva non è in contraddizione con la strategia. Anzi, è la strategia più potente che hai.

differenziarsi come coach

Errori da evitare ⚠️

Errore #1: Pensare che “libertà” significhi “nessuna strategia”.

Puoi essere libera E strategica. Anzi, devi.

Errore #2: Ossessione da SEO.

Se scrivi pensando prima a Google e poi al lettore, il tuo punto di vista si annacqua. Pensi solo al “ma questa frase è ottimizzata?” invece di “ma questa frase è VERA, parla alla mia gente?”. Prima scrivi quello che pensi davvero, poi — se vuoi — ottimizzi. Mai il contrario.

Il tuo thought leadership non può nascere da una keyword research. Nasce da te.

Errore #3: Scrivere come parli alle amiche e pubblicare così.

Libertà non significa sciatteria. Rileggi, sistema, assicurati che il messaggio sia chiaro. Ma non togliere l’anima nel processo.

Micro-azione (3 minuti) ✍️

Apri l’ultimo articolo che hai scritto, o una caption (o quello che vuoi).

Trova UNA frase che hai censurato o addolcito per paura di “non sembrare professionale”. Riscrivila come la diresti davvero.

Esempio:

Versione censurata: “È importante valutare attentamente le proprie priorità.”

Versione vera: “Se non sai cosa è davvero prioritario per te, finirai a lavorare su cose che non ti portano da nessuna parte.”

Vedi la differenza? La seconda ha mordente. La prima è dimenticabile.

Se vuoi davvero che i tuoi contenuti convertano, il prossimo passo è smettere di scrivere per piacere a Google e iniziare a scrivere per piacere alle persone. Fai quella riscrittura. Ora.

Strategia #3: Racconta con Sincerità Come Lavori (e Perché Fa Tutta la Differenza del Mondo) 💡

Qui arriva il pezzo a cui tengo molto: le persone non comprano la tua offerta. L’ho detto, sì. Bensì, comprano la convinzione che tu sia la persona giusta per aiutarle.

E come costruisci quella convinzione?

Raccontando, con sincerità totale, il tuo metodo, perché lo hai scelto, cosa c’è dietro il tuo coaching/consulenza/servizio.

Non il “cosa faccio” (quello lo dicono tutti), ma il “come lo faccio e perché lo faccio così”.

Perché funziona

Quando racconti sinceramente come lavori, succede questo: le persone si sentono più sicure di sceglierti, anche se costi di più.

Perché? Perché capiscono esattamente cosa stanno comprando.

Non è più un salto nel vuoto. È una scelta informata.

Esempio concreto: se sei una coach e spieghi nel tuo blog che il tuo approccio si basa su X framework, che lavori su Y aspetti specifici, e che non fai Z (perché non ci credi), chi arriva alla call sa già se sei la persona giusta, ti ha già scelto!

E le call corrono via veloci 🏋️‍♀️

Perché lo preferisco

Perché è l’antidoto alla competizione sul prezzo (e rispetta il patto di onestà intellettuale).

Se le persone capiscono il VALORE di quello che fai (non solo il risultato, ma il processo), non cercano “la più economica”. Cercano “la migliore per me”.

E poi, diciamolo: raccontare come lavori filtra anche i rompiscatole, essù! Chi vuole la “formula veloce” se ne andrà. Chi vuole un vero cambiamento resterà.

Prova concreta: la trasparenza paga 📊

Uno studio del 2023 di Stackla (ora Nosto) ha rilevato che l’88% dei consumatori considera l’autenticità importante quando decide quali brand supportare. E il 50% ha affermato che l’autenticità dei contenuti è più importante della frequenza di pubblicazione.

Tradotto nel mondo dei servizi: meglio un articolo vero al mese che 30 post generici alla settimana.

Esempio concreto: la trasparenza di Elena (e la mia) 🔍

Elena (che aveva comprato il mio percorso Pinterest) ha scritto nella sua recensione,una cosa mi ha colpito: “Il corso è ben strutturato, non si dilunga in troppi giri di parole e tecnicismi complicati, è molto pratico e va dritto al sodo con esempi pratici.”

Perché è importante? Perché io sono così, ovunque: nelle storie (ormai famosa la mia cucina), nei reel che vengono male ma vanno bene, in tutti i miei contenuti io sono “zero fronzoli”, e questo si riflette nel mio modo di lavorare:

  • Zero fuffa, solo strategie applicabili;
  • Percorsi super personalizzati ma prima ci dobbiamo piacere;
  • Approccio diretto e pratico (non avendo memoria, io ho bisogno di ricostruire un percorso logico altrimenti dimentico tutto: è così che strutturo i miei corsi)

Elena lo sapeva ancora prima di iscriversi. E quando si è iscritta, zero sorprese, zero delusioni. Anzi: “Una vera bomba”, dice.

Questo è il potere della trasparenza: quando racconti come lavori, chi arriva sa già cosa aspettarsi. E chi resta è entusiasta.

Errori da evitare ⚠️

Errore #1: Raccontare solo i successi.

La sincerità include anche i fallimenti, i tentativi andati male, le cose che non hanno funzionato. Questo ti rende umana e credibile.

Errore #2: Avere paura di “svelare troppo”.

Questo è un di quegli errori, o miti, che mi fa più inca…re! È GIÀ STATO DETTO TUTTO, quindi tranquille, rilassatevi e bevete una tisana 🍵. Il punto è: non stai regalando il tuo lavoro, stai dimostrando che sai di cosa parli.

Le persone che leggeranno e poi faranno da sole probabilmente non sarebbero mai diventate tue clienti.

Quelle che leggeranno e penseranno “wow, se sa fare tutto questo, voglio che lo faccia per me”, quelle sì.

Errore #3: Pensare che “raccontare come lavori” significhi annoiare il lettore con dettagli tecnici.

No. Significa spiegare la TUA filosofia, il TUO approccio, le TUE scelte. Con esempi. Con storie. Con un tono che suona come te. Se devi comprare una lavatrice, no vuoi sapere che programmi ha, che classe energetica è? Io sì.

Micro-azione (3 minuti) ✍️

Scrivi un elenco puntato di 3-5 cose che fai NEL TUO LAVORO che i tuoi competitor non fanno (o non nella stessa maniera).

Esempi:

  • Faccio sempre un’analisi preliminare di 2 ore prima di accettare un cliente
  • Non lavoro mai più di 3 clienti contemporaneamente
  • Uso X framework invece di Y perché credo che…

Questo sarà il cuore del tuo prossimo articolo “Come lavoro (e perché è diverso)”.

Se vuoi che le persone ti scelgano consapevolmente, il prossimo passo è mostrare loro cosa c’è dietro al tuo lavoro. Scrivi quell’elenco. Ora.

differenziarsi come coach

“Sì, Ma…”: Rispondiamo ai “sì ma”🤔

“Sì, ma se scrivo cose troppo di nicchia, non rischio di perdere clienti?”

No. Rischi di perdere quelli sbagliati. Quando scrivi per tutti, non scrivi per nessuno. Anche i brand più amati hanno anche hater: Apple, Patagonia, per citare quelli a me più cari.

Facciamo un esperimento mentale: preferisci 100 follower tiepidi che non comprano mai, o 20 follower super in target che diventano clienti e referral?

La risposta è ovvia. Ma continuiamo a comportarci come se la quantità fosse più importante della qualità.

“Sì, ma le mie competitor lavorano sui social, perché io dovrei investire in un blog?”

Allora, ancora ‘sta domanda! Vabbè, spiegone.

Perché sui social sei limitata: 2200 caratteri su Instagram, l’algoritmo che penalizza i post “divisivi”, il formato che premia l’intrattenimento veloce rispetto al ragionamento.

Il tuo thought leadership ha bisogno di spazio per respirare.

Hai un’opinione controcorrente? Su Instagram devi condensarla in un hook da 3 secondi. Sul blog puoi argomentare davvero: spiegare PERCHÉ la pensi diversamente, portare esempi, costruire un ragionamento che convince.

Pinterest (che tutti pensano sia solo per ricette, casa e abbigliamento) ha 450 milioni di utenti attivi al mese che CERCANO soluzioni con altissimo intento di acquisto. Non scrollano passivamente. Cercano soluzioni e comprano (il tempo di scrolling su Pinterest è di +3x rispetto ad altri social).

E poi, diciamolo: quante delle tue competitor hanno davvero una strategia di contenuti long-form dove esprimono il loro vero punto di vista? Poche. La maggior parte si autocensura per stare dentro i limiti dei social. Tu no, santiddio!

“sì Ma io non ho tempo di scrivere articoli lunghi ogni settimana”

Mi hai sentito dire o hai letto da qualche parte che devi scrivere un articolo a settimana? Non mi pare.

Un articolo lungo al mese basta e soverchia e sostituisce ampiamente 30 post Instagram dimenticabili.

Ma non è solo questione di tempo. È questione di energia mentale.

Produrre 30 micro-contenuti a settimana ti tiene in modalità “cosa pubblico oggi?”. Scrivere un articolo al mese ti mette in modalità “cosa voglio davvero dire?”.

Il primo ti svuota. Il secondo ti ricarica. E indovina quale dei due ti fa emergere come thought leader?

Quando scrivi un pezzo lungo e ragionato, stai costruendo il TUO pensiero, non rincorrendo l’algoritmo. E quel pezzo diventa la base di tutto: newsletter, Pin, post social se proprio vuoi. Un contenuto, 10 utilizzi. Questo si chiama lavorare smart.art.

“sì ma E se poi cambio idea? Resto incastrata nel mio punto di vista?”

Noi evolviamo, il nostro lavoro con noi. Quindi anche gli approcci al lavoro possono evolvere. L’importante è che sia TUO in quel momento.

Io stessa ho cambiato offerta, da solo Pinterest a long form strategy. Tra un anno cambierai idea su qualcosa? Probabilmente sì.

E sai cosa farai? Scriverai un nuovo articolo che dice: “Ho cambiato idea su X, ecco perché.” E sai cosa succederà? La tua audience ti stimerà ancora di più. Perché sei autentica, e perchè dici loro la verità, che è molto apprezzata, credimi 💕.

Le persone si fidano di chi ammette di evolvere. Non di chi finge di avere tutte le risposte per sempre.

Riassunto: I 3 Passaggi per Emergere con il Tuo Punto di Vista 📋

Ricapitoliamo quello che abbiamo visto:

Passaggio 1️⃣: Non avere paura di esprimere la tua opinione anche controcorrente.

Filtra chi non è in linea con te. Attrai chi lo è. Diventa memorabile. Elena lo ha fatto: ha scelto blog + Pinterest contro il mainstream dei social, ed è più serena.

Passaggio 2️⃣: Non lasciarti bloccare da “personal brand perfetto” o “SEO forzata”.

Scrivi in libertà, con la tua voce. Google premia chi tiene le persone sul sito. E le persone restano dove si sentono capite. “Zero fuffa e niente chiacchiere inutili” funziona meglio di mille keyword, oppure il tuo approccio è più accogliente e va bene così. Basta sia autentico.

Passaggio 3️⃣: Racconta con sincerità come lavori e perché è diverso.

Non solo cosa fai, ma come e perché lo fai così. Questo crea fiducia. E la fiducia si trasforma in vendite più facili (e a prezzi più alti). La trasparenza ti porta i clienti giusti, quelli che dicono “una vera bomba”.

Per raggiungere questo obiettivo devi far emergere il tuo punto di vista unico, che come abbiamo detto non è un optional.

È l’unico modo per smettere di competere su prezzo e disponibilità.

Hai tre scelte: copiare la massa, restare invisibile, o dire quello che pensi davvero.

Spoiler: solo una di queste tre ti porta dove vuoi andare.

E quando ci arriverai? Ti sveglierai senza l’ansia di dover postare. Aprirai la casella email e troverai richieste di persone che hanno già capito come lavori.

Nelle call conoscitive non dovrai più convincere: loro sono già convinti, vogliono solo capire come iniziare.

Ti guardi indietro e pensi: “Quindi bastava dire quello che pensavo davvero?”

Sì. Bastava.

E qui ti lascio (finalmente, dirai 😂). Ma non senza invitarti a iscriverti alla newsletter per avere tutte le info su ATELIER BLOG. Le informazioni arriveranno solo lì.

Ave atque Vale

Chiara

Articoli correlati

Il blog non converte? ti sbagli (e ti mostro i numeri)

Il blog non converte? ti sbagli (e ti mostro i numeri)

Il blog non converte non perché i blog non funzionano, ma perché mancano tre elementi: articoli scritti per un'offerta specifica, un funnel che guida il lettore verso un'azione, e un canale di distribuzione come Pinterest. Il metodo che risolve questi tre problemi...

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *