Quando Pinterest ti studia come caso di successo: cosa ho fatto davvero (e cosa puoi rubarmi)

Vuoi sapere cosa succede quando la piattaforma su cui hai costruito mezzo business decide di scrivere un redazionale su di te e sul tuo metodo?

A me è successo a luglio 2025. E dato che sono pudica (lo so, non sembra, ma lo sono) non ne ho mai parlato.

Una bella mattina, Pinterest mi ha contattata tramite Metricool, la piattaforma che uso per programmare i pin. Avevano guardato i miei numeri e la mia performance, e hanno deciso di fare di me un caso studio ufficiale sul mio metodo di lavoro. Non una recensione. Non un repost gentile. Un articolo redazionale sul loro sito, con le metriche certificate da loro. E poi l’hanno ripubblicato anche su LinkedIn.

Pinterest ha pubblicato un caso studio ufficiale sul mio metodo di lavoro il 3 luglio 2025, certificando una crescita di +144% di impressioni, +376% di salvataggi e +165% di clic in uscita nei tre mesi successivi all’integrazione del mio sistema. Adesso ti racconto cosa c’era dentro quei numeri.

Perché qui non si tratta di vantarmi. Si tratta di smontare davanti a te, pezzo per pezzo, il meccanismo che uso per me e per le mie clienti, così che tu possa replicarlo. E se sei una di quelle che pensa che Pinterest sia “quella cosa delle ricette e dei matrimoni”, resta. Questo articolo è scritto apposta per te che invece vendi servizi, anche digitali.

Così sai di cosa parliamo. Nei tre mesi successivi all’integrazione completa del mio sistema, Pinterest ha certificato questi risultati sul mio profilo:

  • +144% di impressioni — quante volte i miei contenuti sono comparsi davanti a qualcuno
  • +376% di salvataggi — quante persone hanno messo da parte un mio pin per ritrovarlo dopo
  • +165% di clic in uscita — quante persone dal pin sono arrivate sul mio sito

Tieni d’occhio soprattutto il terzo numero. Per me è la metrica che conta più di tutte: traffico al sito.

Le impressioni gonfiano l’ego; i clic in uscita ti fanno salire nel ranking, sia su Google sia ora sull’AI. Una persona che salva un pin ti sta dicendo “mi servirà”. Una persona che clicca e arriva sul tuo sito ti sta dicendo “ti sto dando la mia attenzione adesso”. Sono due promesse diverse, e quella dei clic vale di più.

Ora torniamo all’inizio. Perché i numeri senza la storia sono solo numeri.

Facciamo una premessa onesta, perché odio i casi studio in cui la protagonista parte da zero e arriva alla luna senza intoppi. Non è andata così. E comunque non è quello il mio problema di partenza.

Io Pinterest lo so usare. Insegno a usarlo a freelance e professioniste che offrono servizi. Ci ho costruito una buona parte di quello che faccio. Quindi il blocco non era “non so cosa fare”.

Il blocco era un altro. Ed è probabilmente lo stesso che hai tu, se gestisci contenuti tuoi o di clienti.

Primo problema: detesto fare le grafiche 😠 Non ho fantasia, se mi ci metto perdo una giornata e ne faccio tre in tutto.

Secondo problema: trovare un modo intelligente per programmare centinaia di pin in un’unica soluzione 🧠

All’epoca gestivo ancora profili Pinterest per altri. E ogni volta che dovevo capire cosa stesse funzionando, dovevo entrare e uscire da Pinterest Analytics e Google Analytics per incrociare i dati a mano.

Il problema non era la strategia. Il problema era l’attrito farraginoso del creare, programmare e fare report. Ed è un attrito che ha un costo preciso quando lavori con i contenuti:

  • Pubblichi di meno, perché ogni pubblicazione ti costa fatica organizzativa
  • Ottimizzi in ritardo, perché i dati sono sparsi e li guardi solo quando hai tempo (cioè mai)
  • Perdi i pattern, perché non vedi mai tutto insieme nello stesso posto

Mi serviva un modo per smettere di fare la contabile e tornare a fare la stratega. Non una scorciatoia; un sistema.

I tool li sappiamo usare tutti. Riportarli a sistema è un’altra cosa.

Qui sta la parte che voglio tu capisca bene, perché è dove quasi tutti sbagliano lettura.

Pinterest, nel suo caso studio, cita l’integrazione con Metricool, una piattaforma partner ufficiale. Vero. Ma se la tua conclusione è “ah, allora basta che mi iscrivo a Metricool”, hai capito l’esatto contrario di quello che è successo 🤯

Il tool non è la strategia. Il tool è l’apribottiglie per superare tutti i passaggi farraginosi. Il sistema è sapere cosa quel tool può fare per te.

In particolare Metricool, anche nella versione gratuita, regala molte soddisfazioni 🌟

  • Ti permette di collegare moltissime piattaforme: Instagram, Facebook, YouTube, TikTok, Google My Business, Bluesky, il tuo sito, Threads, LinkedIn, Pinterest, Twitch, Meta Ads e Google Ads
  • Ti offre una panoramica dell’andamento dei dati per ogni singolo canale collegato, con le specifiche anagrafiche
  • Ti permette di programmare fino a 50 contenuti. Io, usandolo solo per Pinterest, ho fin troppo

Quello che ho fatto è stato costruire un mio metodo di batch upload via CSV: un modo di caricare i contenuti a blocchi, in anticipo, con una logica precisa dietro. E poi ho usato Metricool come braccio operativo di quel metodo.

Spendiamo due parole su cosa significa davvero “batch”, perché è una di quelle parole che tutti usano e pochi praticano.

Caricare a blocchi non vuol dire “preparo tanti pin in una volta”. Vuol dire decidere a monte cosa pubblicare, in che ordine e con quale obiettivo; poi carichi, e sei libera dalla decisione quotidiana. La fatica la concentri in una sessione, poi ci ripensi il mese successivo (ne ho parlato proprio in questo carosello).

Ecco i tre movimenti concreti del sistema che ho messo in piedi.

Preparo decine di pin in un foglio e li carico in blocco, invece di pubblicarli uno alla volta come si fa con un post Instagram. Metricool mi ha permesso di tenere questa abitudine e di estenderla anche agli altri canali, in parallelo.

Invece di saltare da una piattaforma all’altra per controllare i report, vedo tutto in un colpo d’occhio. Questo cambia una cosa banale e decisiva: ottimizzo in tempo reale. Vedo cosa sta andando bene e lo sposto, lo ripropongo, lo rilancio sugli altri canali mentre è caldo, anche a distanza di mesi. Pinterest lavora sul lungo periodo. Ed è per questo che incoraggio la scrittura di articoli che reggano il passare del tempo.

Tenevo sott’occhio i dati di clienti diversi senza fare login e logout in continuazione. E avere tutto insieme mi permetteva di vedere i pattern: quali pin funzionano davvero, quale grafica funziona per una data informazione, e perché. Qui però serve la versione a pagamento.

Lo riassumo come l’ho detto a Pinterest, perché è la frase che tiene insieme tutto: “Pinterest è dove la visibilità incontra la conversione, e questo sistema mi dà la potenza di scalare la strategia senza scalare il carico di lavoro” (cit. Pinterest.com).

Ripetiamo insieme, e fai di sì con la testa: scalare la strategia senza scalare il lavoro. Non è uno slogan; è la definizione esatta di cosa fa un sistema fatto bene. Ti fa crescere i risultati senza farti crescere le ore.

Ai numeri ci siamo già arrivati all’inizio. Adesso voglio tradurteli, perché una percentuale da sola non ti dice cosa cambia nelle tue giornate.

+144% di impressioni significa che lo stesso lavoro strategico, gestito meglio, ha raggiunto più del doppio delle persone. Non ho lavorato il doppio. Ho tolto l’attrito della pubblicazione manuale a manetta.

+376% di salvataggi significa che le persone non solo vedevano i contenuti, ma li riconoscevano come utili al punto da metterli da parte. Il salvataggio ti dice che una persona archivia il tuo contenuto per il suo futuro: ti sta dicendo che ci tornerà. (Nel frattempo avevo già iniziato a lavorare al nuovo percorso blog e mi sono fatta da cavia.)

+165% di clic in uscita significa traffico vero verso il mio sito. E questo, per me, è il dato che conta: gente che esce da Pinterest e arriva sul mio blog. Dove c’è il contenuto lungo, dove costruisco la mia autorevolezza, dove si decide se diventare clienti o no.

Ed è questo l’anello che quasi nessuno collega: Pinterest non è il posto dove vendi, soprattutto se vendi servizi. È il posto dove intercetti chi ti sta cercando e lo accompagni dove vendi davvero. Cioè il tuo blog, e poi i tuoi servizi.

Sul piano pratico, cosa è cambiato per me:

  • Pubblico di più con meno fatica, perché la decisione è presa a monte
  • Decido sui dati e non sulle sensazioni, perché i dati li vedo davvero

Il cambiamento più grande non è in nessuna di queste percentuali. È che ho smesso di passare le giornate a pensare “oddio, ora devo pubblicare”. Cosa che ancora mi succede su Instagram, e credo sia ormai incurabile.

Adesso la domanda cattivella, quella che dovresti farti ogni volta che leggi un caso studio: ha funzionato perché sono brava io, o perché c’è un meccanismo che puoi replicare anche tu?

La seconda. E te lo dimostro smontando il meccanismo. Ha funzionato per tre ragioni precise, nessuna delle quali è “talento”.

Non ho avuto risultati perché ho aperto Metricool. Ho avuto risultati perché avevo già una strategia a monte per blog e Pinterest. Ho solo trovato lo strumento giusto per fare quello di cui avevo bisogno: il batch uploading. Puoi abbonarti a tutte le piattaforme che vuoi, ma senza strategia non vai lontana; hai solo un abbonamento in più.

I dati di Pinterest ha senso guardarli dopo tre-sei mesi, non nell’immediato. Solo allora puoi prendere una decisione informata su cosa rifare e su cosa vale la pena concentrarti.

Le impressioni e i salvataggi crescono su Pinterest; i clic portano al blog; il blog converte. È una catena. Se togli un anello, la catena si spezza. Il motivo per cui tante persone “provano Pinterest e non funziona” è che hanno Pinterest senza avere un posto dove mandare le persone. Ovvio che poi non funziona.

Nessuno di questi tre principi dipende da me. Dipendono dalla struttura che ho implementato prima. Ed è per questo che non è un’eccezione: è un metodo.

Se ti riconosci in questa storia (e probabilmente sì) allora parliamo di te, perché è di te che si tratta davvero.

Forse non sei una stratega Pinterest. Ma il tuo problema è probabilmente lo stesso del mio punto di partenza. Ti riconosci in almeno una di queste?

  • Hai contenuti sparsi su più canali e non sai mai davvero cosa funziona, perché non vedi mai tutto insieme
  • Pubblichi a singhiozzo, perché ogni pubblicazione ti costa una fatica organizzativa che non dovrebbe costarti
  • Hai sentito dire che Pinterest “non fa per il tuo settore” e ci hai creduto, senza verificarlo
  • Sei in affanno dietro ai social ogni giorno e non hai un posto stabile dove le persone ti trovano da sole

Se hai annuito anche solo una volta, la buona notizia è questa: il tuo problema non è la mancanza di talento. È la mancanza di un sistema. E i sistemi, a differenza del talento, si imparano.

La storia che ti ho raccontato non è “guarda quanto sono brava”. È “guarda quanto è replicabile”. Io ho costruito un metodo per togliere l’attrito della produzione massiva di grafiche e della loro pubblicazione, collegato a un percorso blog che converte. Pinterest l’ha certificato con i suoi numeri. Tu puoi costruire lo stesso impianto per la tua attività.

Ricapitoliamo, perché voglio che esci da qui con le idee in ordine.

  1. Pinterest mi ha studiata come caso di successo e ha certificato +144% di impressioni, +376% di salvataggi e +165% di clic in uscita in tre mesi. Quei risultati non sono arrivati da un tool magico. Sono arrivati da un sistema di batch upload costruito da me, eseguito con uno strumento partner, e collegato al posto giusto: il mio blog.

2. Il principio che tiene insieme tutto è uno solo: scalare la strategia senza scalare il lavoro. Si fa guardando i dati nel momento giusto, e facendo lavorare Pinterest e blog come una squadra, non come due estranei.

3. Se Pinterest ti è sempre sembrato “non roba per te”, è perché ti hanno fatto vedere i matrimoni e le ricette. Non il motore di ricerca che è davvero, dove le persone cercano soluzioni; e tu puoi essere la soluzione che trovano.

L’estate 🏖️ è il momento migliore per mettere mano sia a Pinterest sia al blog. Tutti sono in vacanza, nessuno sta lì a guardare; e tu intanto alimenti Pinterest e migliori il tuo blog in modo strategico.

Se vuoi costruire lo stesso impianto, blog e Pinterest che lavorano insieme per portarti clienti senza stare dietro ai social tutto il giorno, è esattamente quello che ti insegno nel mio percorso Pinterest Power Live START (se leggi la pagina fino in fondo, trovi anche il bundle Pinterest e Atelier Blog) Un sistema, non un trucco. Lo stesso che ha convinto Pinterest a scrivere un articolo su di me.

Ci salutiamo come sempre con

Ave atque Vale.

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